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AL NATURALE O OGM? IL SAGGIO DELLA RONDINELLA ELENA. PERCORSO ULISSE DIDATTICA INNOVATIVA - Quarto Anno Rondine
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AL NATURALE O OGM? IL SAGGIO DELLA RONDINELLA ELENA. PERCORSO ULISSE DIDATTICA INNOVATIVA

Questo saggio è il frutto delle riflessioni della Rondinella Elena Bollentini dopo le lezioni del Modulo Vita Salute Sport del Percorso Ulisse. Non è un semplice testo scritto, ma un compito in classe svolto durante le lezioni mattutine. La testimonianza dell’intreccio tra didattica ministeriale, didattica innovativa e Percorso Ulisse.

Un tema importante per il percorso Ulisse come quello di Vita Salute Sport – che fa parte del Macro Modulo Corpo e Anima: rispetto di se, degli altri e dell’ambiente – affrontato dai Professori Luca Grion, Tommaso Reato e Giovanni Galli, qui diventa argomento per la materia di italiano, oggetto di riflessione e scrittura in classe con la Professoressa Patrizia Borghesi.

“Al naturale o OGM? Lo sport riflette le dinamiche della nostra società(1), una società che obbliga all’eccellenza fisica ma non etica e morale, una società che dà peso al risultato migliore, quasi innaturale, e non ai piccoli costanti miglioramenti degli individui.

Una società convinta che il fine giustifichi i mezzi. Ma è proprio perché lo sport è il riflesso della società in cui si svolge che non ci si può illudere di isolarlo dalle scoperte scientifiche e dalla domanda di spettacolo(2). In questo importante settore sta dilagando una piaga rovinosa: il doping.

L’assunzione di sostanze dopanti influenza il fisico e le prestazioni dell’atleta come: l’aumento dell’ossigeno nel sangue, l’aumento della massa muscolare, la capacità di percepire meno la fatica, placare il tremolio dei muscoli e molti altri fattori che gli permettono di tagliare il traguardo per primo; Ma è davvero il primo posto sul podio a rendere qualcuno il numero uno? È davvero indispensabile che Usain Bolt batta il record dei cento metri ogni volta che corre?(3) Quanto si è disposti a pagare per essere colui che fa sventolare la bandiera a scacchi? L’impiego delle sostanze dopanti sopprime brutalmente l’etica dello sport che, di base, è un semplice gioco e sottolinea l’esistenza di persone che lo percepiscono solo come un modo per primeggiare fra gli altri. Campioni si nasce, non si diventa; la folle corsa al doping non fa altro che imbarbarire la profonda cultura dello sport e trasforma l’idea primigenia di confronto tra uomini in una sfida sempre più esasperata ai limiti umani(4). Non ci si concentra più su tecnica, impegno e passione ma solo su prestazione, tutto è fatto in funzione del primo posto, in funzione della fama, in funzione dell’essere sotto i riflettori. Questo non è sport, questo è spettacolo; lì l’unica cosa che conta è vincere, non basta più partecipare, si è perso il senso del gioco e dunque non ha più senso giocare. Spesso questo morboso desiderio di gloria è inculcato negli atleti dalle persone che gli orbitano intorno: gli sponsor, ma soprattutto gli allenatori, il cui scopo non dovrebbe più essere il mero ottenimento di risultati ma dovrebbero interessarsi di sviluppare qualità morali negli atleti(5). Non è più come negli anni cinquanta in cui solo gli adulti praticavano sport, oggi ci sono i bambini in prima linea e combattono contro un “mister” che non si accontenta mai, che vuole sempre di più.

È andata perduta la cultura della sconfitta poiché, come dice Giovanni Galli, nella vita bisogna imparare a perdere. Vincere a tutti i costi non ha alcun senso. Tutti sbagliamo e perdiamo, siamo umani. Perdere e scaricare la colpa su qualcun altro senza assumersi le proprie responsabilità è la sconfitta più grande.
Ogni sbaglio ha dentro di sé una vittoria: ripartire e migliorare. Il vero sport è una continua sfida con sé stessi, consiste nel costante superamento dei propri limiti finché la propria natura lo permette, è cadere mille volte e rialzarsi mille e uno, ripetiamo, senza mai superare la soglia del possibile individuale. Metaforicamente lo sport è un albero, deve essere curato con impegno, passione e costanza, devi piantarlo e annaffiarlo, così esso nasce, cresce, fiorisce e dà i suoi frutti, a volte buoni e succosi, altre volte marci e bacati; il doping è un OGM (organismo geneticamente modificato), nasce in provetta e cresce da solo, tutti i suoi prodotti sono perfetti ma non hanno sapore, sono solo belli da vedere.

In conclusione arrivare al traguardo per primi o al livello di un’altra persona tramite l’assunzione di sostanze dopanti non fa di noi dei vincitori, al contrario, fa di noi la più vergognosa delle sconfitte”.

Elena Bollentini

Note:

(1) D.Taino, Farmaci per migliorare le prestazioni. Perché
si,www.lettura.corriere.it [5],2012

(2)D.Taino, Farmaci per migliorare le prestazioni. Perché
si,www.lettura.corriere.it [6],2012

(3)C.Colombo, Farmaci per migliorare le prestazioni: perché no,
www.lettura.corriere.it [7]

(4)C.Colombo, Farmaci per migliorare le prestazioni: perché no,
www.lettura.corriere.it [8]

(5)S.Donati, Lo sport del doping, intervista di Matteo Zola in
“Narcomafie”, marzo 2013.

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