C’ERA UNA VOLTA - Quarto Anno Rondine
352091
post-template-default,single,single-post,postid-352091,single-format-standard,eltd-cpt-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,moose-ver-1.2, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-4.9.1,vc_responsive

C’ERA UNA VOLTA

Quasi due anni fa sono partito per un’avventura, ignaro dei pericoli e addirittura della meta del mio viaggio: sono stato catapultato in una fiaba, un racconto fatto di incontri, amicizie, affetti, ma in cui nemici e avversari da sconfiggere erano all’ordine del giorno. La cosa più sconvolgente però è che ne ero io la causa: ero il nemico di me stesso. Sono stato per un anno il protagonista di questa fiaba, dalla quale sono stato costretto ad uscire, ma in cui mi rifugio ogni qualvolta ne sento la necessità: è umano, dopotutto, tornare dove si è riusciti a sognare ad occhi aperti. Quello che più scalda è tuttavia scoprire che reimmergersi in questo universo, magico ma reale, fa più bene ad altri che a me stesso e non c’è niente di più incoraggiante che sentirsi un faro, quando gli altri sono in balia della tempesta. E’ questo “l’effetto Rondine”. Non esistono insegnanti, nè capitani: ci sono solo guide. Mi accorgo che adesso qualcun’altro è il protagonista di quella fiaba che con tanta emozione ricordo, qualcun’altro dorme nel letto dove a lungo ho dormito, qualcun’altro siede dove io ho seduto e combatte le battaglie che ho già sostenuto. Ma non c’è invidia, né angoscia. La storia si ripete e non posso che essere orgoglioso dei ragazzi che percorrono i miei stessi passi, che inciampano su quegli scogli insidiosi dove anch’io sono scivolato e che si rialzano con tanta tenacia. Ora voglio essere la mano tesa che li aiuta a tirarsi su, un punto di riferimento se dovessero smarrirsi e un amico con cui condividere una risata: sento di essere sulla giusta strada.

12 Marzo 2018: a quasi un anno dal mio colloquio torno a Rondine, casa, ormai ex studente. Nonostante questo, però, la magia del borgo mi trafigge come fosse la prima volta. Ero partito con un intento: ritrovare me stesso, recuperare la serenità che la routine aveva rubato e godere della natura e della pace. Le mie aspettative fortunatamente sono state stravolte e al posto della serenità ho trovato la gioia: la gioia di un “buongiorno”, di un sorriso di riconoscimento e di un grazie detto con sincerità. La gioia grande di scoprire che vali tanto, che ragazzi e ragazze che appena conosci cercano il tuo consiglio e la tua sicurezza e che quei ragazzi che ora dormono nel tuo vecchio letto vogliono conoscere la tua storia, nella quale magari trovare conforto. E’ una gioia sentirsi utili e, soprattutto, riconosciuti. E’ rigenerante scoprire come un pranzo condiviso, una chiacchierata e una partita a calcetto possano dare la forza per ripartire anche in un momento di tanta difficoltà: questo è quello che è successo tra Rondinelle e Rondinelle d’oro. In maniera del tutto spontanea noi ci siamo aperti a loro, loro a noi: abbiamo saputo fidarci gli uni degli altri e come noi, ex studenti, siamo diventati per loro luci di riferimento in questo periodo di stanchezza e sudore, loro sono stati per noi altrettanto, perché quando giungi alla consapevolezza che tanti altri ragazzi in gamba credono in quello in cui anche tu credi, ti senti più forte e dai il massimo di te. È questo il potere di Rondine: ci si fida gli uni degli altri perché si appartiene a questa grande comunità che unisce e non sa smettere di farlo. Questo scambio intergenerazionale è ciò che dà più valore a tutto il percorso del Quarto Anno: sapere che il duro lavoro di un anno non è unicamente fine al proprio bagaglio culturale, ma di fondamentale importanza per gli altri, per tendere il braccio a chi avrà bisogno di un appiglio ed essere la roccia alla quale chiunque ne avrà bisogno potrà aggrapparsi. Rondine cresce  “piccoli tutor” per le generazioni future e più la rete si allargherà, più forti saremo.

Nessuno di noi sarà mai solo “una delle Rondinelle d’oro”: ognuno a Rondine è importante per ciò che è, per quello che porta con sé e per quello che lascia agli altri. Per questo non voglio dire “grazie a tutte le Rondinelle per lo splendido bentornato che mi avete dato”.

Grazie Francesco

Grazie Giacomo

Grazie Alessia

Grazie Nikita

Grazie Claudia

Grazie Pietro

Grazie Luisa

Grazie Elena

Grazie Enrico

Grazie Cecilia

Grazie Lorenzo

Grazie Giada

Grazie Anna

Grazie Alessia

Grazie Caterina

Grazie Maddalena

Grazie Benedetta

Grazie Laura

Grazie Elisa

Grazie Eleonora

Grazie Domitilla

Grazie Elisa

Grazie Pietro

Grazie Umberto

Grazie Domenico

Grazie Ester

per tutto quello che mi avete donato.

Giorgio Marcucci, 18/03/18

AUTHOR: webdesigner@
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.