I PROGETTI DI RICADUTA SOCIALE DEGLI STUDENTI DELL'ANNO SCOLASTICO 2016/2017 - Quarto Anno Rondine
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I PROGETTI DI RICADUTA SOCIALE DEGLI STUDENTI DELL’ANNO SCOLASTICO 2016/2017

Una carrellata e una sintesi di tutti i progetti di ricaduta sociale nati quest’anno durante la seconda edizione del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza. Presentati per la prima volta lo scorso 10 giugno dal palco di YouTopic Fest 2017 durante la cerimonia di chiusura dell’anno scolastico. Durante l’evento i progetti sono stati raccontati in forma di elevator pitch in presenza di Rosa De Pasquale, Direttore Generale del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nelle veci della ministra Valeria Fedeli. Per gli studenti è stata un’occasione unica per mettersi in gioco e dare prova del percorso di studi affrontato, in preparazione al grande rientro nei territori di origine, su cui impattare con tutta l’energia e le conoscenze maturante nel corso di un anno di scuola nella Cittadella della Pace di Rondine.

“PROGETTO UMBRELLA”

Un grande progetto, capiente e sempre aperto come un ombrello nei giorni di pioggia, un unico abbraccio capace di tenere insieme tutti i progetti del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine strutturati durante l’anno scolastico 2016/2017 e tutti quelli nati nella prima edizione del progetto durante l’anno scolastico 2015/2016. Un unico filo rosso capace di unire studenti e territori di tutta Italia nel segno della progettualità ad impatto sociale e del volontariato.

Il macroprogetto “Umbrella” è un network a tutti gli effetti formulato degli studenti Federico Montalesi e Pablo Lavalle: “noi possiamo essere il motore di qualcosa di più grande. E proponiamo da subito il progetto Umbrella. Il progetto catalizzatore per portare il network di Rondine nel mondo, creare una rete per tenere in contatto gli studenti del Quarto Anno perché tutti i singoli progetti possano essere più efficaci. Perché a Rondine abbiamo imparato una cosa: abbiamo bisogno degli altri, la vera forza sta nella condivisione. Da soli non si va da nessuna parte”.

 

“UNA RONDINE PER IL SOCIALE” il progetto di Elena Bollentini di La Spezia per portare il messaggio di Rondine Cittadella della Pace nelle scuole di tutta la Liguria. Un progetto di collaborazione, team building, dialogo interculturale e interreligioso per stroncare sul nascere tutti quei conflitti che nascono nella quotidianità, tra i banchi di scuola.

 

 

“RIFIUTI ZERO” di Giorgia Busceti da Rosarno. Il progetto di lotta per la legalità in Calabria. Un progetto di sensibilizzazione e azione, formazione e dialogo. Per demolire quella cultura mafiosa che infetta tanta parte dei territori e dei tessuti sociali italiani. Il progetto con cui la nostra “Rondinella” Giorgia vuole coinvolgere scuole e associazioni del territorio e gridare al mondo: “sono fiera di essere calabrese e vi farò vedere perché”.

 

 

“PARCO GIOCHI LETTERARIO” di Miriam Fantin da Cuneo. Il progetto che parte dalle pagine dei libri, dalle parole e dall’inchiostro per realizzare occasioni di incontro tra i giovani. “Per riflettere insieme sulla realtà che ci circonda e insieme avere il coraggio di affrontare quelle paure che abbiamo in comune, spesso senza neanche saperlo. Per costruire quegli spazi di dialogo e accoglienza dell’altro in cui demolire quei pregiudizi che cuciamo addosso agli altri e prima di tutto a noi stessi”. Per saperne di più su Miriam e il suo progetto: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/miriam-fantin/

 

“SERA” di Pablo Lavalle di Cuneo, il progetto per aiutare i giovani a credere in sé stessi e realizzare i propri sogni. L’assenza di fiducia troppo spesso è un denominatore comune tra i giovani del nostro tempo. È un fattore immobilizzante di tanti ragazzi ricchi di sogni, speranze e progetti da realizzare. Lavorare con i propri coetanei con gli strumenti acquisiti in un anno di scuola nella Cittadella della Pace, un anno di formazione col “Metodo Rondine” permetterà ai giovani di vestire i panni dei formatori e guidare i propri compagni di scuola e amici fino alla riscoperta di quell’enorme potenzialità che si cela dentro ognuno di noi.

 

“ART” di Maria Gardenia Barroso, il progetto per i giovani di Alghero. Per coinvolgere tutte le generazioni nella crescita e nello sviluppo culturale della propria città. Per tornare ad abitare quegli spazi urbani dimenticati, riscoprendone la bellezza attraverso l’arte. Per risvegliare una memoria cittadina da nutrire con nuovi ricordi, nuovi eventi e momenti da condividere. Perché il primo passo della riqualificazione di un luogo è l’incontro dei cittadini.

 

 

“LA NOTTE DEI MUSEI” di Caterina Pedri da Rovereto è il progetto che vuole dare occasioni di crescita e incontro ai giovani della sua città. “Voglio realizzare un progetto affinché qui non si dica più ‘non c’è mai niente da fare’. Vorrei risvegliare i ragazzi come me da quel torpore, da quella noia, da quel disinteresse cronico che li avvolge. Rovereto è una città piena di occasioni d’incontro e di attività in cui impegnarsi in prima persona. Vorrei presentarle tutte ai loro occhi e riuscire a coinvolgerli in quelle che più gli possano appartenere. E se non ci fosse nessuna attività in grado di stuzzicare la loro fantasia e mettere in moto il loro agire, bene, un’attività innovativa la creeremo insieme”. Per saperne di più su Caterina e il suo progetto: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/caterina-pedri/

 

“MOLISACT” di Lorena Gioviani da Termoli per portare il Molise in tutto il mondo e portare quante più persone possibili alla scoperta delle bellezze del Molise. “Quante volte avrete sentito dire che il Molise non esiste. È una battuta, lo so, ma per una molisana come me è un po’ di più. Sapere che la mia terra è percepita come una chimera, come qualcosa di evanescente, di non rilevante oppure di non così attivo nel panorama nazionale, a me, non va giù. Ho riflettuto su questa percezione del Molise che si ha fuori dai confini della mia terra, ho studiato le ragioni di questa reputazione e mi sono detta che per cambiare la situazione e per portare il Molise alla ribalta nazionale e internazionale servivano i molisani. Il primo passo dobbiamo farlo noi. Siamo noi giovani a dover guidare questo cambiamento e a dover chiedere l’aiuto necessario e strategico a quei grandi delle Istituzioni e associazioni. Per realizzare un piano concreto di azione e smettere di essere la Regione fantasma d’Italia”.

 

“APPLY” di Gianluca Cappiello da Rione In Vulture e Leonardo Ferro di Monticello Brianza. Il progetto per portare l’alfabetizzazione digitale in tutte le scuole di Italia. “Perché essere dotati di connessione wifi, tablet, registro elettronico e LIM non è per forza sinonimo di interattività e innovazione. Certo questi sono strumenti preziosi e fondamentali, ma alla base di tutto questo serve una cultura digitale che nelle nostre scuole tarda ad arrivare e se arriva è “a spizzichi e bocconi”. Dare vita ad un metodo sistematizzato da condividere con tutti gli studenti italiani. Un metodo utile e un nuovo modo di comunicare e lavorare per studenti e professori. Sta tutto nella nostra nuova applicazione, si chiama APPLY e ha il grande sogno di rivoluzionare la scuola italiana”. Per saperne di più sul progetto di Gianluca e Leonardo: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/leonardo-ferro/
http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/gianluca-cappiello/

 

“SCUOLA IN GIOCO”, un nuovo modo per vivere la scuola. Il progetto di Federico Montalesi da Bolzano per dare occasioni di dialogo e crescita ai giovani dell’Alto Adige contro la piaga dell’alcolismo e della dispersione giovanile. “Perché l’Alto Adige non è solo la cartolina meravigliosa dei paesaggi alpini. Perché vivere in Alto Adige non è roseo come si possa pensare da fuori. Perché spesso significa vivere isolati e per noi ragazzi può non essere facile fare i conti con questa realtà. Anzi spesso è più facile che la noia e la solitudine portino ad un approccio sbagliato alle dimensioni della droga e dell’alcol. Quando la scuola dovrebbe essere il luogo privilegiato per il nostro incontro, invece è dove ci sentiamo più soli, più stranieri. Ecco io voglio partire da qui con attività di role playng e visual storytelling”.

 

“ABOCA HEALT” di Amjed Waris di Arezzo e Duccio Crescini di Poppi. Il progetto di ricaduta sociale che pone al centro la formazione dei giovani e la promozione di uno stile di vita sano nelle scuole legato alla cultura ambientale e alla cittadinanza attiva. Dopo il focus di approfondimento sulla medicina naturale e sulle piantagioni officinali presso Aboca, gli studenti hanno maturato il desiderio di approfondire i temi trattati con un progetto mirato alla riscoperta di uno stile di vita più vicino alla natura e ai suoi benefici.

 

 

“ATLANTE DELLE EMOZIONI” di Diamante Duca da Udine, il progetto che sfida tutte le generazioni ad affrontare e riscoprire la propria interiorità in una realtà come la nostra sempre iperconnessa e “in vetrina” sui social media. Attraverso la fotografia un racconto di quel mondo interiore delle emozioni che spesso non ha bisogno di parole per essere rappresentato, ma basta un’immagine. Un contest fotografico per coinvolgere compagni di scuola, amici e docenti in un unico percorso condiviso. Per saperne di più su Diamante e il suo progetto: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/diamante-duca/

 

“ROTTE INASPETTATE” di Giorgio Marcucci da Pescara, il progetto che vuole risolvere nella propria città quei conflitti che si creano intorno al fenomeno dell’immigrazione attraverso la memoria attiva dei conflitti italiani e globali. “Perché Pescara non è la città placida e pacifica che può sembrare ad un primo sguardo. È una città che dimentica presto i bei momenti ma è capace di serbare rancore. Una città ricca di conflitti dove il fenomeno dell’immigrazione è percepito spesso in modo negativo. Ma gli italiani si sa, tendono ad avere la memoria corta e a dimenticarsi di quel periodo storico in cui gli immigrati che arrivavano via mare eravamo noi”. Per saperne di più su Giorgio e il suo progetto di ricaduta sociale: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/giorgio-marcucci/

 

“GIOVANI PER LA PACE” di Benedetto Modugno da Trieste un progetto per abbattere i conflitti generazionali e le barriere che spesso nelle scuole si creano tra gli studenti. Trieste città di mare, città mediterranea di scambio e incontro, città interculturale, multilingue e dai mille nomi. Trieste crocevia di popoli e luogo di frontiera, luogo di trincea. Trieste che non dimentica il proprio passato ma fatica a perpetrarne gli insegnamenti nel presente. Trieste città di conflitti generazionali da sradicare sin dai banchi di scuola.

 

 

“CASA SENZA FRONTIERE” il progetto di ricaduta sociale di Alessia Giagnoni da Cagliari ed Elektra Porcu da Pistoia per coinvolgere i giovani in attività di volontariato e cittadinanza attiva. Accoglienza, dialogo e volontariato: sono queste le tre parole chiave di “Casa senza frontiere”, un progetto che punta ad unire tutti gli abitanti di un territorio e a trasformarli in cittadini attivi e partecipi della vita urbana. Oltre la provenienza, i pregiudizi, le barriere sociali. Per saperne di più su Elektra, Alessia e il loro progetto: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/elektra-porcu/     http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/alessia-giagnoni/

 

“CULTURART” di Chiara Ledda da Alghero per abbattere le distanze tra i giovani e creare condivisione e collaborazione attraverso il potente medium dell’arte. “La creatività è un’arma potente, una scarica buona di adrenalina. Non ci prestiamo attenzione ma quando disegniamo, scriviamo o diamo una pennellata sulla tela, in quel preciso istante diamo vita a qualcosa di forte e potente capace di comunicare messaggi importanti, capace di innescare un processo di riflessione e condivisione. Vorrei partire proprio da lì”.

 

“SPAZIO CONDIVISIONI_ GIOVANI SI” di Stefania Gasparini di Sansepolcro per combattere l’isolamento, la paura e il disagio dei giovani che soffrono di disturbi alimentari. “Il nostro sguardo sul mondo, lo sguardo su noi stessi e sugli altri non è mai neutro. Forse non ce ne rendiamo conto ma si cela in esso un’analisi, un giudizio. È fondale: ci serve per orientarci nel mondo e compiere le nostre scelte. Spesso però il nostro sguardo è viziato, è malato di immagini sbagliate e pericolose. I fenomeni dell’anoressia, della bulimia e tutti i disturbi alimentari vengono fuori durante la nostra età, la più difficile, quella dell’adolescenza. È un conflitto interiore che si può affrontare con la condivisione e il dialogo. Questo l’ho imparato a Rondine”. Per saperne di più su Stefania e il suo progetto: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/stefania-gasparini/

 

“DI.VER.SO” di Filomena Barbieri da Rosarno, il bar sottratto alla mafia per un progetto di inclusione sociale che unisce in un solo luogo giovani, arte e disabilità. “Essere calabrese significa dover fare i conti prima o poi con la parola ‘ndrangheta. Essere calabrese come lo intendo io significa non piegarsi alla forza violenta che la criminalità vuole imporre e impegnarsi il doppio per contrastarla. Significa lottare per la legalità. Lottare contro il pregiudizio che non possano esserci strade diverse, alternative. La diversità fa paura, anche quando si parla di disabilità. Ma questa è una paura che non ho mai avuto, grazie a mio fratello. Per questo vorrei dare vita ad uno spazio di inclusione sociale, un bar DI.VER.SO, in un bene confiscato alla ‘ndrangheta”.

 

“MEDIA PER LA PACE” di Davide Menguzzato da Trento per riscoprire il volto umano del conflitto tra i popoli e disinnescare le menzogne della propaganda anche sui media. Shoot The Change, il video documentario che nasce dall’esperienza maturata durante un viaggio in Israele e Palestina. Un progetto di ricerca, analisi e riflessione sul ruolo fondamentale che i mass media e i social media svolgono nella narrazione dei conflitti armati tra le nazioni. Il ruolo della propaganda e la vita di chi “abita un conflitto” al giorno d’oggi. Il coraggio di disinnescare l’odio e riscoprire il volto delle persone che si celano dietro la bandiera del “nemico”. Un documentario che nasce dall’incontro con i giovani studenti internazionali della World House di Rondine.

 

“MODULO ANTI DISCRIMINAZIONE PER ORIENTAMENTO SESSUALE E IDENTITÀ DI GENERE” di Aurora Perugi, un progetto contro il bullismo, la discriminazione e la violenza tra i banchi di scuola dovuti al pregiudizio intorno all’orientamento sessuale e identità di genere. Per scoprire tutto l’alfabeto dell’identità di genere e tutti i colori dell’arcobaleno dell’orientamento sessuale. Contro la violenza che nasce dall’ignoranza e si diffonde attraverso l’omertà e la paura della diversità.

 

“HIV TOLLERANZA 0” di Marzia Mistretta da Trapani per sconfiggere i pregiudizi, la paura e il silenzio che circondano questa malattia in Sicilia. “Se vi dico la parola ghetto cosa vi viene in mente? Discriminazione, paura, guerra, isolamento, morte. Pensiamo alla seconda guerra mondiale magari, ai ghetti ebraici, ma mai pensiamo ai ghetti moderni, quelli che si sono formati oggi nelle nostre città. Vivere in Sicilia oggi ed essere affetti da HIV è un po’ come vivere in un ghetto. La paura e il pregiudizio la fanno da padroni e spesso uccidono più della malattia. Il Quarto Anno vissuto a Rondine mi ha insegnato che abbattere queste barriere è possibile. Me ne torno a casa in Sicilia con una valigia piena di esperienze e di strumenti per combattere e abbattere queste barriere invisibili e potentissime. Il mio progetto parte da qui”. Per saperne di più su Marzia e il suo progetto: http://quartoanno.rondine.org/portfolio_page/marzia-mistretta/

 

“SINCRONIE” di Benedetto Mucci da Prato, un progetto per affrontare la piaga della ludopatia data dal gioco di azzardo. Un progetto ideato dai giovani per i giovani nel segno della legalità.  “Prato è la seconda città italiana con il più alto numero di slot machines pro capite. Qui il gioco d’’azzardo, anche se in forma legale in questo caso, è diventato una piaga. Sono migliaia le persone affette da ludopatie. Giovani e meno giovani che stanno distruggendo le proprie vite e le proprie famiglie, persi in questo tunnell. Il mio progetto nasce per stroncare questo fenomeno dilagante, per dare un futuro diverso alla mia città: Prato”.

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