Elisa Belfiore - Quarto Anno Rondine
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Elisa Belfiore

Project Description

1. Descriviti in un tweet.

“Libertà nella diversità”.

Una frase della canzone Libero di Fabrizio Moro mi descrive bene: “Voglio sentirmi libero da questa onda, libero dalla convinzione che la terra è tonda, libero davvero non per fare il duro, libero dalla paura del futuro; libero perché ognuno è libero di andare, libero da una storia che è finita male e da UOMO LIBERO ricominciare, perché la libertà è sacra come il pane.”

2. Qual è il tuo motto?

La prima non è proprio un motto, ma una frase che mi accompagna da molto tempo:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.

Esplorate. Sognate. Scoprite.”

(Marcel Proust)

“Ecco il test per scoprire se la tua missione sulla terra è finita: se sei vivo, non lo è.”

(Richard Bach)

3. Parlaci del tuo paese/della tua città e descrivi la tua regione.

Cuneo a livello estetico e culturale non ha grandi attrattive, eccetto la statua nella piazza principale (Piazza Galimberti) e il museo civico, anche se attualmente stanno cercando di rendere questa città più accogliente creando alcune zone esclusivamente pedonali e realizzando nuove attrattive. Il luogo che preferisco della mia città è il parco fluviale: un parco che si estende per la maggior parte dell’area cuneese, dove si può fare il bagno, andare in bici, fare pic-nic, o rilassarsi vicino al fiume. Cuneo, dal punto di vista sociale ,molto spesso è conosciuta come la città di persone “tirchie” o con un carattere chiuso e poco propense all’accoglienza, una città per ricchi che non considera i poveri.

Credo che non si debba fare di tutta l’erba un fascio, ma penso anche che la mentalità cuneese non sia tra le più aperte e generose, in particolare verso gli extracomunitari, ma anche semplicemente verso persone provenienti da altre regioni. Dall’altro lato conosco alcune associazioni che, a livello di volontariato, si impegnano attivamente a creare una mentalità più aperta e accogliente verso altre persone e verso altre realtà in generale, associazioni con le quali mi piacerebbe un giorno poter collaborare, perché penso che fino a d’ora si siano già compiuti alcuni passi, ma che si possa migliorare sempre di più.

Per quanto riguarda la mia regione, il Piemonte, caratteristici sono la produzione di riso, la produzione di vini pregiati, ed in passato è stata importante la presenza dell’industria automobilistica FIAT che ha permesso lo sviluppo industriale della regione. In Piemonte il dialetto prevalente è quello piemontese, ma in alcune aree si parlano anche dialetti influenzati dalla lingua francese (occitano e francoprovenzale). Le principali attrattive sono palazzi storici, chiese e castelli realizzati in diversi stili (gotico, barocco), residenze termali, ma soprattutto dalla sua ricchezza naturale e paesaggistica: laghi (Lago Maggiore),monti (Monte Rosa) il Parco del Gran Paradiso e zone di sci attrezzato e alpino.

4. Perchè hai scelto Rondine?

Probabilmente io Rondine l’avevo già scelta prima di sapere della sua esistenza. Mi chiedevo da molto se ci fosse un modo per unire le persone di tutto il mondo, persone diverse, e fare di questa diversità non semplicemente un fattore di normalità, ma un punto di forza. Cercavo di continuo un modo per poter realizzare questo sogno, ma mi rendevo conto che dovevo iniziare da qualcosa di più “piccolo”, e così da parecchi anni partecipo ad un’estate nella quale, oltre a bambini normodotati, ci sono molti ragazzi disabili, spesso considerati i diversi per eccellenza dalla società; questa esperienza mi ha permesso di dare, nel mio piccolo, un contributo, oltre a farmi imparare ogni anno qualcosa di nuovo e speciale, proprio grazie a questi ragazzi e bambini.

Quando mi è stato presentata l’opportunità di trascorrere l’intero quarto anno a Rondine, sono rimasta davvero senza parole: Rondine, da quel poco che per ora conosco, non solo unisce tutto il mondo, ma permette a persone in conflitto tra loro, a causa delle dinamiche presenti nei loro paesi, di convivere nella stessa casa, di condividere tempo cose, spazi, di imparare insieme e soprattutto sperare e costruire un futuro migliore, un futuro di pace, coinvolgendo anche noi. Un altro aspetto che mi ha colpito molto di Rondine è quello di curare i conflitti non “solo” dal punto internazionale, ma partendo da quelli interiori; questo mi ha colpita perché io stessa, e probabilmente anche altri ragazzi e ragazze della mia età , tendo a voler risolvere i conflitti altrui, ma a scappare dai miei.

Invece credo che Rondine ci insegnerà ad accettare le diversità del mondo, ma anche le nostre sapendole far fruttare al meglio. Ho quindi scelto Rondine anche per questo suo aspetto contemporaneamente macrosociale (il mondo), microsociale (le realtà in cui viviamo) e “intrasociale” (noi stessi).

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Category

All, studenti on air 2016/2017

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