Beatrice Cunico
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Sono Beatrice, ho 17 anni e vengo da Ponte dell’Olio, un paese di quattromila abitanti in provincia di Piacenza. In città frequento il Liceo Linguistico Internazionale.
Amo ballare ed esprimere le mie emozioni attraverso ogni forma d’arte: coltivare la creatività, per me, è un modo per respirare. Mi piacciono moltissimo anche i momenti semplici – una cena tra amici, una passeggiata, cantare insieme – perché la leggerezza condivisa ha un valore raro, anche se non sempre lascio trasparire quanto mi faccia bene. Allo stesso tempo ho bisogno di ritagliarmi spazi di silenzio, per stare sola con i miei pensieri.
Per questo mi riconosco negli alberi: creature che si sostengono da sole e insieme, che cadono e rinascono, che ospitano vita, resistono al tempo e alla fatica, lasciandosi attraversare dalla luce. Una luce che mi ricorda quella scintilla negli occhi quando avvertiamo che qualcosa è davvero speciale. C’è una canzone che custodisco nel cuore, “Terra degli Uomini” di Jovanotti: parla dei valori che sento più miei e della meraviglia che a volte incontriamo quasi senza accorgercene.
Nel mio paese e nella mia città ho conosciuto persone che mi hanno trasmesso la passione per l’impegno nella comunità. L’idea di costruire qualcosa di autentico per il bene comune, cercando nella nostra semplicità ciò che possiamo offrire agli altri, è una lezione che porto con me.
A Rondine, in questi primi mesi, ho trovato tanta bellezza in ogni cosa. Sento che anche i dettagli più piccoli possono trasformarsi in una raccolta di gesti sinceri e delicati. Avverto correnti di cambiamento e di libertà; è prezioso condividere esperienze diverse e scoprirsi pian piano, notandosi l’un l’altro. Qui sembra possibile rialzarsi e accorgersi che c’è sempre qualcuno che viaggia al tuo fianco, pronto a prenderti la mano.
Ero curiosa e in cerca di un vento nuovo quando ho deciso di provare a entrare, ispirata dai racconti di una rondinella d’oro. Lo sono ancora.




