Un legame che resta: a Natale, gli studenti del Quarto Anno accolgono la World House

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La testimonianza degli studenti del Quarto Anno Rondine
che hanno ospitato i giovani della World House durante le festività natalizie

Da anni, si rinnova una tradizione consolidata: gli studenti diciassettenni del Quarto Anno Rondine scelgono di non tornare a casa da soli a Natale, ma di ospitare per qualche giorno nelle proprie famiglie i giovani della World House.
Se durante l’anno scolastico sono gli studenti italiani ad essere “ospiti” dei giovani della World House, primi abitanti del borgo, durante le feste, i ruoli si invertono e tocca a loro accoglierli.

Cosa succede in quei giorni? Si partecipa a incontri pubblici nelle scuole, comuni e associazioni, in cui i giovani della World House hanno l’occasione di parlare di Rondine e del percorso di pace che stanno compiendo in Italia, mentre gli studenti del Quarto Anno raccontano la propria esperienza, in particolare ai coetanei.
Ma, soprattutto, si passa del tempo insieme: gli studenti del Quarto Anno presentano amici e parenti ai giovani della World House, cucinano insieme e li portano alla scoperta dei luoghi più belli delle proprie città.

Attraverso la testimonianza della propria esperienza, i giovani della World House, donano, alle comunità locali, l’opportunità di riflettere sul concetto di conflitto e sulla possibilità concreta di superare la logica del nemico: anche in questo modo, l’esperienza di Rondine non rimane chiusa all’interno del borgo, ma si diffonde in tutta Italia.

Ecco alcune testimonianze di chi ha vissuto questa esperienza, in prima persona:

Marco, Studente del Quarto Anno Rondine (Cuneo): “Come si vede nella foto, nei giorni che abbiamo passato insieme siamo stati a Prato Nevoso e a Limone Piemonte per vedere la neve.
Siamo anche stati in diverse scuole per parlare di Rondine: tornare nella mia scuola è stato piacevole, mi ha un po’ disorientato perché mi sono abituato alla tranquillità e alla natura del borgo, ma è stato un rientro piuttosto caloroso, mi sono sentito accolto dai miei compagni.
Sono riuscito a raccontare l’esperienza che sto vivendo qua a Rondine, anche grazie ad Ali che è riuscito a darmi una grossa mano spiegando il progetto della World House.
È stato bellissimo conoscerlo meglio come persona: un ragazzo con una storia così interessante, difficile e che comunque ha così tanto già da raccontare, da così giovane. È come se avessi toccato con mano il tema del conflitto perché avendo ospitato un ragazzo che l’ha vissuto direttamente sulla sua pelle, inevitabilmente mi ha lasciato un segno profondo: un dialogo di cinque minuti con lui in cui mi raccontava qual è stata la sua esperienza mi ha fatto capire di più di cinque ore di lezione.”

Stella, Studentessa del Quarto Anno Rondine (Ardesio, Bergamo): “Tutte le classi che abbiamo incontrato, erano molto interessate, partecipative e soprattutto hanno fatto molte domande alle ragazze che ho ospitato riguardo il progetto della World House: erano tutti molto curiosi di capire che cosa si fa concretamente a Rondine.
In quei giorni abbiamo visitato la città alta di Bergamo, siamo state al lago e una mattina siamo andate a vedere la neve: sono rimasta colpita perché una delle ragazze che ho ospitato si è commossa, mentre per me è qualcosa che è normale vederla, abitando un po’ in montagna.
Siamo state anche a trovare mia nonna, che era tutta contenta perché vedeva qualcuno di nuovo, con lei comunicavamo, anche con i gesti, per capirci.
Mi porto dentro un momento molto quotidiano, che abbiamo vissuto insieme: una mattina abbiamo fatto colazione tardi, quasi alle 11:00, ci siamo messe a raccontarci un po’ di noi, delle persone che ci sono nella nostra vita ecc.. E’ stato un momento di condivisione e abbiamo anche riso molto: mi hanno raccontato  le loro storie in Colombia, dei loro amici e cose, e io ho fatto lo stesso.”

 

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