Maria Chiara Fina

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Ciao a tutti, il mio nome è Maria Chiara e vivo a Palermo.
Se dovessi definirmi con una parola probabilmente utilizzerei l’espressione “camaleontica” dal momento che penso di riuscire ad adattarmi abbastanza bene alle situazioni diverse e nuove in cui mi capita di trovarmi.
Come direbbe Pirandello, però, la mia capacità di adattamento, che mi porta a indossare diverse “maschere” a seconda delle esigenze, mi fa sentire uno e centomila, ma talvolta – proprio come un personaggio pirandelliano – è come se vivessi il disagio di non riconoscermi in nessuna di quelle, finendo per non sapere nemmeno io chi sono realmente.
Ho sempre cercato di contrastare questi miei momenti di insicurezza e, non appena sono venuta a conoscenza di Rondine, ho pensato che questa esperienza potesse rappresentare la mia occasione per affrontare e risolvere questo problema.
Un altro motivo per cui sono stata attirata dalla vita a Rondine è la voglia di sperimentarmi in nuove esperienze e conoscenze.
A Palermo la mia vita è molto impegnata tra scuola, sport, scout e altro, direi talvolta frenetica, ma per quanto essa sia una grande città piena di opportunità, le giornate sembrano un loop costante di cui sento il bisogno di interrompere il corso.
Non per caso uno dei miei motti è: “Cerca di guardare il mondo con gli occhi più aperti, Cerca di fare qualcosa che ti diverti!” da Muoviti Muoviti di Jovanotti.
Frequentando fin da piccola il mondo dello scoutismo e dello sport di squadra, sono cresciuta imparando l’importanza della condivisione, dell’inclusione e dell’aiuto reciproco, valori fondamentali che vengono spesso ignorati e oscurati dall’ombra delle apparenze, del pregiudizio e dell’indifferenza.
La difficile situazione che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo in questo periodo non ha facilitato la sfera della socialità e delle relazioni alimentando la paura, la stanchezza, la tensione, e togliendo a tutti quanti, e soprattutto a noi ragazzi, il piacere del contatto fisico che è sempre stato uno dei nostri canali più diretti di espressione e comunicazione.
Essere qui a Rondine rappresenta quindi, per me, una speranza di recuperare le esperienze perse in questi quasi due anni, esplorando la mia interiorità, conoscendo nuove storie e accedendo insieme ai miei compagni di percorso a questo mondo nuovo e pieno di stimoli.