Alma Dardes
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Ciao a tutte e a tutti io sono Alma, vengo da Roma e frequento il liceo classico.
Fin da quando ero piccola mi piace la lettura, da qualche anno ho iniziato a dipingere con gli acquerelli, cosa che mi piace moltissimo anche se non ho questo gran talento e amo tenere traccia di quello che mi succede nel mio diario, anche perché ho una pessima memoria. Mi piacciono la musica, la storia, la filosofia e le letterature greca e latina.
Vivo in una comunità di famiglie che si chiama “La Collina del Barbagianni” con altre tre famiglie e due single e a volte, e solo temporaneamente, sono ospitate anche persone in difficoltà provenienti da tutto il mondo. Il nostro è un “condominio solidale” con un patto di mutuo aiuto alla base.
Questa esperienza mi ha fatto capire nel tempo che la nostra società è basata sulle relazioni, così come la nostra vita è fatta di legami, ed è proprio intrecciare relazioni profonde e vere che le dà senso.
In un certo senso si potrebbe dire che è questo il mio motto, anche se direi che rappresenta piuttosto un impegno nella mia vita. Per questo provo ad impegnarmi andando agli scout, facendo volontariato con l’Operazione Mato Grosso (anche se purtroppo con la pandemia mi sono un po’ fermata) e, quest’anno, partecipando all’oratorio estivo della parrocchia in cui faccio scout, un’esperienza che mi ha lasciato molto.
Con Roma ho un rapporto di amore e odio. È una meraviglia dal punto di vista storico e artistico, anche se vorrei avere un’altra vita per conoscerla più a fondo in tutti i suoi aspetti culturali, storici, archeologici, architettonici. Ciò che mi piace di meno, oltre al modo in cui viene gestita, dal traffico, alla gestione dei rifiuti o i trasporti pubblici, è la difficoltà dei romani di prendersi cura della propria città e dei loro “vicini di casa” come una comunità cittadina, forse a causa della grandezza della città, alle sue fratture interne e alla sua dispersività.
Ho scelto di venire a Rondine perché mi ha incuriosito e affascinato il sogno quasi utopico che c’è alla base del progetto, l’ambiente internazionale, la possibilità di essere in una classe con persone che come me cercano “quel qualcosa in più” e che non si accontentano di semplici risposte, ma anche la voglia di scoprire me stessa, il mondo e la mia vocazione. So che sarà un luogo stimolante, con tante risposte ma anche tante domande che spero possano aiutarmi ad affacciarmi con consapevolezza nel nostro mondo.




