#QAR SCHOOL: 4° Giorno di Gita in Friuli. Trieste: una città multietnica unita nella diversità. Il racconto di Roberta e le immagini di Veronica.

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Montagne a picco sul mare; ponti, navi e canali; alberi e case che si mischiano in un quadro di colori senza mai prevalere gli uni sulle altre. Questa è Trieste, il piccolo e fiorente capoluogo del Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale entrata a far formalmente parte dell’Italia solo nel 1954.

È l’ultimo dei quattro giorni di viaggio in Friuli.  Attraverso incontri, camminate e momenti di riflessione abbiamo affrontato il tema della Prima Guerra Mondiale. Di certo in un viaggio come questo non sarebbe potuto mancare il nostro saluto a Trieste. Trieste è nata come una piccola città di pescatori colonizzata dall’Impero Romano.
La sua forma triangolare ha come vertice superiore il colle di San Giusto e come base il suo sbocco sul mare. Dalla cima del colle è possibile avere una panoramica della città in cui si notano,non solo gli strapiombi e la vicinanza alla Slovenia, ma anche diversi edifici, antichi e moderni, tra cui l’università con le sue varie succursali, il faro in pietra bianca d’Istria e il santuario di monte Grisa eretto come ringraziamento da parte della città per essere stata salvata dai bombardamenti e per ricordare l’errore della guerra (è possibile, infatti, vedere il santuario anche dall’altra parte dei colli su cui è eretto, dove l’Italia lascia spazio alla Slovenia). Sul colle di San Giusto vi sono ben due chiese, costruite accanto ai resti della basilica romana. Due edifici che nel XIII secolo sono stati unificati per dare una cattedrale alla città. La forma triangolare che le fu conferita, è ormai parte del centro storico della città. Con l’arrivo
degli austriaci, infatti, Trieste venne ampliata per mettere in collegamento il centro con le saline inizialmente lontane.
Al confine tra l’Italia e la Slovenia, Trieste è, da sempre, motivo di conflitto tra Italia ed Austria. Per cinque secoli la città ha deciso, forse solo per motivi economici, o forse no, di rimanere sotto il controllo dell’Austria, fino a quando, reduce dalla prima Guerra Mondiale, viene inglobata per la prima volta dal neonato regno d’Italia per poi entrare formalmente a far parte dello Stato nel 1954. Nonostante sia passato un secolo all’incirca dalla Grande Guerra non esistono risentimenti o rancori tra le diverse culture che abitano o abitavano la città. La popolazione varia e multietnica convive nel rispetto di tutte le tradizioni, accrescendo al suo interno un sentimento di curiosità e condivisione delle diversità dell’altro. Questo è un esempio di conflitto che, seppur terminato a discapito di molti, ha lasciato una popolazione vogliosa di convivenza pacifica, memore di quell'”inutile strage”.

16 aprile 2016
Roberta Caforio

 

 

Le immagini di Veronica Pinna