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137 LETTERE A BRUXELLES, ALL’INDOMANI DEL 13 NOVEMBRE AFORISMI IN VOLO DA RONDINE SUPERARE I CONFLITTI PASSEGGIANDOCI IN MEZZO - Quarto Anno Rondine
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137 LETTERE A BRUXELLES, ALL’INDOMANI DEL 13 NOVEMBRE AFORISMI IN VOLO DA RONDINE SUPERARE I CONFLITTI PASSEGGIANDOCI IN MEZZO

All’indomani degli attentati di Bruxelles, la voce dei nostri ragazzi di ritorno dal viaggio d’istruzione alla scoperta delle Istituzioni Europee dello scorso novembre. Una partenza difficile, avvenuta subito dopo gli attentati di Parigi. Il coraggio di addentrarsi nel cuore ferito dell’Europa.

 

Premessa
Il conflitto e il suo superamento è stata la molla tematica che ha fatto scattare le riflessioni delle
Rondinelle dopo Parigi e il viaggio a Bruxelles.
Il lavoro di riflessione è stato svolto all’interno della materia di Italiano insieme al Prof. Andrea
Franceschetti. E’ stato scelto come mezzo per la scrittura l’aforisma, “una massima, una sentenza, una
definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni,
osservazioni, esperienze”.
Si tratta di uno scritto, “dall’orizzonte limitato” in termini di estensione: in classe parlandone, è stato
deciso tutti insieme di utilizzarlo per condensare i pensieri sull’esperienza di Bruxelles.
Ogni Rondinella ha scritto il proprio aforisma, ognuno condensato in 137 lettere; tante lettere quante
sono state le vittime degli attentati di Parigi (compresi i 7 attentatori: una scelta precisa, anche questa).

137 LETTERE
A BRUXELLES, ALL’INDOMANI DEL 13 NOVEMBRE
AFORISMI IN VOLO DA RONDINE
SUPERARE I CONFLITTI
PASSEGGIANDOCI IN MEZZO

Vicino con il cuore.
Poi, con i piedi.
Passi, silenzi, sguardi.
Non importa chi sei, da dove vieni.
Nella testa di ognuno, blu, bianco, rosso.
È la spensieratezza a tenerci in piedi.
(Anna N.)

Noi, a Bruxelles, al centro di un evento che ha scosso tutto il mondo,
tormentati da tensione, paura e compassione, ma uniti per essere testimoni
della mission di Rondine.
(Benedetta C.)

ConFronto consapevOle con il conflitTO:
d’Un mondo che ha cambiato coNtInenTI, di uomini che modificano il mondo,
di ragazzi UNITI
che trasformeranno il conflitto fra uomini.
(Elisa B.)

La diffidenza dell’altro svanisce quando cammini in mezzo alla realtà a testa alta.
Non lasciarli vittoriosi, non far vincere la paura, perché l’altro ha più paura di te.
(Corrado C.)

Libertà. Di pensiero. Di parola. Di azione. Di vita. Quella di molti è stata violata.
Ma quale uomo ha il potere di sottrarre ad un altro Uomo
i diritti di cui godono entrambi?
(Roberta C.)

Occhi aperti. Occhi aperti non per cercare il nemico negli angoli bui della città,
ma per guardare oltre il velo della diffidenza che nasconde l’umanità della persona.
(Alice Z.)

Essere costruttori di pace è anche questo:
non lasciarsi abbattere ed intimorire da chi pretende questo dall’intero mondo
ma portare l’armonia, la tranquillità ed il silenzio anche nei luoghi chiassosi.
(Ludovica B.)

Il rumore di uno sguardo che sente il gusto amaro della diffidenza
divenne il suono stupito di un pensiero di responsabilità
dove incontrai il profumo della realtà.
(Veronica P.)

Terrorismo: infondere Terrore sulla massa attraverso azioni violenti.
Rondine: superare il Terrore, non stare al gioco di chi vuole spaventarci,
continuare a vivere.
(Silvia D. L.)

Se la vita è una battaglia va combattuta con coraggio:
da guerrieri affrontiamo i nostri conflitti e le nostre paure.
L’esito di questa guerra sarà storia, la nostra storia.
(Maria Giovanna C.)

Apri gli occhi e scegli di vivere in un mondo che fa paura.
Non fare il gioco di nessuno.
Scegli la tua strada, le battaglie per cui lottare.
Scegli di alzare la voce. Fatti sentire.
(Mirta S.)

La consapevolezza è l’arma più potente che hai.
Sii consapevole della paura che vogliono infonderti,
cammina a testa alta e supera il timore in te e i conflitti nel mondo.
(Tiziana L.)

Quando una cellula impazzisce, non tutte impazziscono.
Quando un uomo spara, non tutti sparano.
Non diffidare, non tutti gli uomini compongono il tumore della società.
(Emma M.)

Siamo stati osservatori di una storia in cui nessuno vuole essere il protagonista,
ma della quale siamo, allo stesso tempo, tutti partecipi senza nemmeno volerlo.
(Andrea R.)

Mi ritrovai a meditare che in fondo la guerra non è altro che un litigio
tra bambini troppo grandi
per riuscire a capire i torti che si fanno a vicenda e chi ci va di mezzo.
(Daniele T.)

Un’esperienza “esplosiva”.
Camminare per i quartieri che saranno capitolo di “storia del conflitto”
delle prossime generazioni: forte, intenso, emotivamente pungente.
(Paolo C.)

Camminare per le strade, incontrare militari armati e non farci più caso,
come cosa normale. Poi ti fermi un attimo
a pensare che tutto quello non è normale, che è pazzia
(Elisabetta R.)

C’era silenzio e c’era paura.
Ma c’era anche voglia di non farsi sconfiggere.
Domande silenziose e risposte secche e dure.
Eppure tranquillità.
Non ci si abbatte a vicenda.
(Giovanna G.)

Sentirsi minuscolo in un mondo che determina le tue scelte, ma di cui tu non hai minimo
controllo, che però puoi migliorare con la testimonianza della tua esperienza.
(Sara R.)

Il terrorismo è il nuovo modo di fare guerra, ma è forse il modo peggiore.
Esso uccide i civili prima che gli eserciti ma, soprattutto, uccide noi stessi
con la paura di vivere.
(Giulia M.)

E se bastasse solo un salto per superare il conflitto? O uno sforzo, chiamato anche Jihad.
Forse il tempo, forse il dialogo, ma sicuramente affrontandolo. Noi c’eravamo.
(Andrea C.)

Bruxelles. I profumi delle vie continuano a respirare, le persone meno.
Eppure, la sera, passeggiando per i vicoli segreti, trovi pub affollati;
meno luminosi del solito però.
(Giovanni B.)

È stata la dimostrazione che si può andare avanti, senza dimenticare mai cos’è successo.
È stata la prova che la speranza di un futuro un po’ più bello è ancora possibile.
(Benedetta S.)

Ammirare la Grand-Place, capire che la grande bellezza
mai potrà essere offuscata dalla paura.
La civitas deve far valere la propria forza sopratutto nei momenti bui.
(Costantino L.)

Dobbiamo soppiantare le nostre paure e le incertezze,
avvicinandoci a ciò che ci preoccupa,
per non allontanarci da ciò che non deve smettere di farlo: l’essere liberi.
(Lidia B.)

Cos’ho che non va? Cos’ha che non va? Diversità. Colori, credo, opinioni.
Tensione. Controllo.
Sul punto di vedere ma con la paura di cadere. La curiosità stimola il cambiamento.
(Sofia C.)

A volte, effettuando atti stupidi, in un mondo dove tutti gli atti sono considerati tali,
dimostriamo che l’illogicità è la nostra più grande manifestazione di libertà.
(Roberto J.)

L’incoscienza si fa bella
quando il non considerare gli effetti di un’azione
è il frutto maturo d’una scelta consapevole,
che restituisce soltanto semi d’accoglienza
(Andrea F.)