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Capannori Zero-Waste: il racconto di Corrado, Roberta e Costantino

Capannori.

È questo il nome del comune in provincia di Lucca che, nel 2007, guardando al futuro, ha adottato la strategia “Zero Waste”. Ma che cos’è questa strategia?

L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di far sì che la percentuale di rifiuti indifferenziati prodotti da ciascun cittadino arrivi allo 0%, aumentando la percentuale di rifiuti riciclati e migliorando così l’ecosostenibilità delle nostre città. Image 14 Ma cosa c’entriamo noi in tutto questo? Siamo i 27 ragazzi partecipanti al Quarto Anno Rondine che, avendo affrontato temi quali l’ecologia e la cittadinanza attiva hanno pensato di concludere il loro percorso con la visita ad una delle eccellenze Italiane in questi campi. All’arrivo siamo stati accolti nel centro di ricerca rifiuti zero, il vero cuore del progetto applicato da Capannori, il luogo in cui si cerca il modo per trasformare quei rifiuti indifferenziati in nuove risorse. Qui abbiamo incontrato Rossano Ercolini, direttore del centro e primo sostenitore in Italia di questa strategia; non un grande politico o imprenditore, ma un semplice maestro di scuola elementare che, amando la sua città, si è battuto per impedire la costruzione di un inceneritore che avrebbe irreparabilmente danneggiato l’ambiente circostante. L’idea di base è quella della necessità di ridurre i nostri consumi Image 6e approcciarci ad un’economia di tipo circolare.
È infatti spaventoso pensare che con il nostro stile di vita attuale sarebbero necessari ben tre pianeti per soddisfare i bisogni di tutti! Durante il dibattito ci sono stati illustrati i dieci punti base di “Zero Waste”, facendo anche una piccola attività per valutare il nostro di livello di informazione in tema di riciclo dei rifiuti.

Image 8Al termine dell’incontro siamo stati a visitare uno dei punti vendita EffeCorta, cooperativa che vende prodotti km0, e il comune, dove siamo stati ricevuti dall’assessore all’ambiente Matteo Francesconi. Qui Matteo, giovanissimo per la sua posizione, ci ha raccontato più nel particolare la storia del percorso di Capannori. È stato interessante conoscere il metodo di incentivo utilizzato dal comune: passando dalla raccolta porta a porta della spazzatura, così da creare un legame più stretto con il singolo cittadino, alla premialità per coloro che dimostrino una particolare osservanza delle norme di riciclo. Image 12La volontà è quella di creare un rapporto diretto con i cittadini, farli sentire responsabili in prima persona dell’ambiente in cui vivono, mirando ad ottenere una comunità attiva e coesa.
L’ultima tappa della giornata è stata la visita al centro di recupero “Daccapo”, dove gli oggetti usati possono trovare una seconda vita e non andare distrutti con ancora tanto da offrire. Alla fine siamo tornati a Rondine con la consapevolezza di dover essere portavoce di un messaggio di responsabilità nei confronti della nostra casa comune.
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Due giorni dopo è stata la volta degli esperti di Capannori di venire a Rondine, dove ci hanno proposto delle interessanti attività laboratoriali. Per prima cosa però abbiamo tenuto una riunione generale in cui si è discussa la possibilità di trasformare il borgo di Rondine in un borgo a rifiuti zero. Rossano ci ha presentato una serie di punti da applicare, modellati su quelli di Capannori, per diminuire la percentuale di indifferenziato prodotto.
Per la seconda parte della serata, invece, siamo stati divisi in due gruppi per partecipare a due laboratori: il primo ci ha presentato una start up il cui obiettivo è dare nuova vita ad un rifiuto particolare, il fondo di caffè, mentre il secondo ci ha dimostrato come sia possibile trasformare degli scarti in qualcosa di nuovo, in questo caso strumenti musicali.

Primo laboratorio: “Funghi espresso” è il nome della start up presentataci. Figlia del genio di un giovane napoletano, Vincenzo Sangiovanni, vede come protagonista il fondo di caffè, da noi tutti considerato uno scarto mentre in realtà ricco di potenzialità. Preparando infatti la nostra bella tazzina di caffè sfruttiamo solo il 2% delle sostanze nutritive presenti in esso, sostanze che poi finiscono dritte nella spazzatura. L’idea innovativa sta dunque nell’utilizzarle per permettere la crescita di un’altra forma di vita, un fungo, in modo da non perderle, ma anzi produrne un alimento per l’uomo. La genialità sta nella facile realizzazione di ciò, dai piccoli spazi necessari ai tempi di produzione, che permettono di ottenere funghi commestibili con meno consumi di quelli necessari col sistema attualmente in uso. Basti pensare che sono sufficienti solo pochi metri cubi, lo spazio di un container, per produrne in grandi quantità . A tale presentazione si è poi affiancato un discorso generale sull’economia circolare, molto interessante e coinvolgente. Alla fine dell’esperienza ad ognuno è stato poi consegnato il kit per “coltivare” i nostri funghi facilmente a casa. Non ci resta che aspettare per poter finalmente assaggiare i nostri “funghi espresso”!

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Secondo laboratorio: la musica è stato l’elemento centrale del secondo laboratorio. Insieme a Daniele Guidotti abbiamo parlato della possibilità di creare strumenti musicali partendo dagli scarti, ad esempio, scatole di legno o alluminio per realizzare chitarre, o boccioni d’acqua per ricavare strumenti a percussione.Image .jpg ¬
Daniele fa parImage .png ¬te infatti del gruppo musicale Gaudats Junk Band, nel quale ricopre il ruolo di bassista. Le basi musicali del gruppo sono composte utilizzando esclusivamente strumenti costruiti da lui. La cosa notevole consiste nella loro capacità di creare musica a partire da oggetti che sarebbero finiti tra i rifiuti, riuscendo anche ad organizzare concerti di discreto successo. Dopo averci raccontato la propria esperienza ha proposto anche a noi di costruire il nostro strumento musicale utilizzando rifiuti quali vasetti di yogurt e guanti in lattice, è stato divertente realizzarli! Image 2 Image 4

In conclusione della giornata insieme abbiamo piantato dei fiori come simbolo dell’impegno preso a Rondine e del cammino che si è scelto di intraprendere insieme. Quella di Capannori è stata per noi Rondinelle un’esperienza di grande interesse che ci ha fornito molti spunti di riflessione sui temi dell’ambiente e dell’ecologia, spunti grazie a cui potremo meglio diffondere questo messaggio di rispetto e amore per la nostra Terra.

Corrado, Roberta e Costantino.

01 aprile 2016